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Piatto a lustro con ritratto di Rembrandt autore Alfredo Santarelli Ø 31 cm

Piatto a lustro con ritratto di Rembrandt autore Alfredo Santarelli Ø 31 cm

Alfredo Santarelli (1874–1957)


Piatto a lustro con ritratto di Rembrandt
Gualdo Tadino, 1910

Maiolica dipinta e decorata a lustro oro. Pittura eseguita a pelo di lepre.

Diametro: 31 cm.

Firma: "Prof. Alfredo Santarelli" estesa in blu con l'indicazione "Gualdo Tadino".

Descrizione

Piatto da parata con ritratto di Rembrandt van Rijn, raffigurato a mezzo busto secondo uno dei suoi celebri autoritratti giovanili, caratterizzato dall'ampio cappello piumato, dai lunghi capelli ricci e dal caratteristico pizzetto. Il volto, eseguito con raffinata tecnica a pelo di lepre, si distingue per la straordinaria morbidezza del tratto e per la delicata modulazione chiaroscurale, che richiama gli effetti pittorici dell'originale.

Il cavetto è interamente rivestito da un fondo in lustro oro, sul quale il ritratto emerge con grande intensità luminosa. La tesa è decorata con un elegante motivo rinascimentale di girali e grottesche policrome, nei toni del blu di cobalto, del verde ramina, del giallo e dell'ocra, ispirato alle maioliche istoriate umbre del XVI secolo. L'equilibrio tra il prezioso fondo metallico e la vivace decorazione della cornice conferisce all'opera un notevole effetto ornamentale.

Realizzato nel 1910, il piatto appartiene alla fase più felice della produzione di Alfredo Santarelli, quando l'artista coniugava il recupero della tecnica del lustro rinascimentale con una pittura di grande qualità, reinterpretando capolavori della tradizione europea. L'uso del pelo di lepre, pennello finissimo impiegato per ottenere una precisione quasi miniaturistica, testimonia l'elevata perizia tecnica raggiunta dalla manifattura Santarelli.

Quest'opera rappresenta uno dei più raffinati esempi della produzione gualdese del primo Novecento, nella quale la tradizione della maiolica a lustro si fonde con l'omaggio ai grandi maestri della pittura occidentale, un tema particolarmente caro ad Alfredo Santarelli.

Nota storico-artistica: il personaggio raffigurato è Rembrandt van Rijn (1606–1669), e non Pierre-Auguste Renoir. L'ampio cappello piumato, il volto giovanile e il pizzetto riprendono infatti uno degli autoritratti più celebri del maestro olandese, frequentemente riprodotto e reinterpretato nelle arti decorative tra Otto e Novecento.

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