Piatto ornamentale in maiolica a lustro raffigurante la "Madonna delle Rose" autore Alfredo Santarelli Ø 40 cm
Alfredo Santarelli
Scheda catalografica
Autore: Alfredo Santarelli (1868-1954)
Manifattura: Alfredo Santarelli
Luogo di produzione: Gualdo Tadino (Perugia)
Oggetto: Piatto ornamentale da parete
Materiale: Maiolica a lustro
Tecnica: Maiolica dipinta a gran fuoco con successiva terza cottura a lustro metallico (oro, rubino e riflessi cobalto)
Datazione: ca. 1900
Dimensioni:
- Diametro: 40 cm
Firma: ASantarelli in oro
Descrizione
Importante piatto ornamentale in maiolica a lustro raffigurante nel cavetto la celebre "Madonna delle Rose" di Sandro Botticelli, conservata presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.
La Vergine, inginocchiata in adorazione del Bambino Gesù disteso su un panno, è circondata da quattro angeli in un roseto fiorito, fedele reinterpretazione del celebre dipinto rinascimentale. Santarelli trasferisce il modello pittorico sulla ceramica con una notevole sensibilità cromatica, mantenendo l'eleganza lineare tipica dell'originale botticelliano.
La larga tesa, impreziosita da una bordura perlinata, è decorata con raffinati motivi floreali stilizzati su fondo rosso rubino intenso, intervallati da quattro elementi plastici circolari a rilievo, anch'essi decorati e perfettamente integrati nella composizione ornamentale.
L'insieme evidenzia una straordinaria qualità esecutiva e una raffinata ricerca decorativa, caratteristiche della migliore produzione di Alfredo Santarelli.
Iconografia
Il soggetto deriva dalla celebre Madonna della Rosa o Madonna delle Rose, dipinta da Sandro Botticelli intorno al 1469-1470.
L'opera rappresenta:
- la Vergine Maria inginocchiata in adorazione del Bambino;
- quattro angeli che assistono alla scena;
- un rigoglioso roseto, simbolo della Vergine e del Paradiso;
- un'atmosfera di intensa spiritualità, tipica della pittura fiorentina del Quattrocento.
La scelta di riprodurre celebri dipinti rinascimentali costituì uno dei temi più apprezzati nella produzione artistica gualdese tra Otto e Novecento.
Aspetti stilistici
L'opera appartiene alla piena maturità artistica di Alfredo Santarelli, distinguendosi per:
- accuratissima qualità del disegno;
- straordinaria morbidezza dei volti;
- raffinata resa dei panneggi;
- equilibrio cromatico;
- ricercata armonia decorativa;
- perfetta integrazione tra pittura e ornamentazione plastica.
Particolarmente elegante risulta il contrasto tra:
- il cavetto dai toni delicati;
- la sontuosa tesa rosso rubino decorata a motivi floreali;
- i rilievi plastici policromi;
- i riflessi metallici del lustro.
L'impostazione richiama volutamente le grandi maioliche rinascimentali di Deruta, Gubbio e Urbino, reinterpretate secondo il gusto Liberty e storicista di inizio Novecento.
Tecnica
Maiolica realizzata con:
- smalto stannifero bianco;
- blu cobalto;
- verde rame;
- giallo antimonio;
- rosso ferraccia;
- lustro oro;
- lustro rubino;
- riflessi metallici cobalto.
La terza cottura conferisce alla superficie quella particolare luminosità metallica che costituisce uno dei caratteri distintivi della ceramica artistica gualdese.
Attribuzione
L'attribuzione ad Alfredo Santarelli è confermata dalla firma in oro "ASantarelli", oltre che da numerosi elementi stilistici caratteristici della sua produzione:
- raffinate riprese dalla pittura rinascimentale;
- eccellente qualità del disegno;
- impiego di toni morbidi;
- ricercata eleganza decorativa;
- perfetto controllo della tecnica del lustro.
Stato di conservazione
Dall'osservazione dell'immagine si rilevano:
- ottima brillantezza dello smalto;
- riflessi metallici ben conservati;
- lieve usura compatibile con l'età;
- assenza di restauri evidenti;
- decorazione integra.
Lo stato di conservazione appare ottimo.
Interesse storico-artistico
Quest'opera rappresenta una delle più raffinate espressioni della produzione di Alfredo Santarelli, artista che contribuì in modo determinante allo sviluppo della ceramica artistica di Gualdo Tadino nei primi decenni del Novecento.
La reinterpretazione di un capolavoro di Botticelli dimostra la volontà di elevare la ceramica a forma d'arte colta, attraverso la trasposizione dei grandi modelli del Rinascimento italiano.
La ricca decorazione della tesa testimonia inoltre la capacità della manifattura gualdese di coniugare pittura, plastica e tecnica del lustro in un linguaggio decorativo di altissimo livello.
Interesse collezionistico
Il piatto presenta numerosi elementi di pregio:
- firma autografa di Alfredo Santarelli;
- soggetto tratto da un celebre dipinto di Botticelli;
- importante diametro (40 cm);
- complessa decorazione plastica della tesa;
- eccellente conservazione;
- tecnica del lustro perfettamente conservata.
Si tratta di un'opera destinata ad un collezionismo specializzato di alto livello.
Giudizio storico-artistico
Questo piatto costituisce una delle espressioni più elevate della produzione di Alfredo Santarelli agli inizi del Novecento. La trasposizione della Madonna delle Rose di Sandro Botticelli rivela una profonda conoscenza della pittura rinascimentale e una notevole sensibilità nell'adattarne il linguaggio al mezzo ceramico. La qualità del disegno, l'armonia cromatica, la ricchezza della tesa con elementi plastici a rilievo e la brillantezza del lustro metallico testimoniano la piena maturità tecnica dell'artista. Firmata e databile intorno al 1900, l'opera rappresenta un significativo esempio della rinascita della ceramica artistica gualdese e costituisce un manufatto di grande interesse storico, artistico e collezionistico, collocabile tra le migliori realizzazioni di Santarelli.