Monumentale vaso a lustro con Amore e Psiche autore Alfredo Santarelli 36x68 cm
Alfredo Santarelli
Monumentale vaso a lustro con Amore e Psiche
Autore: Alfredo Santarelli (1874–1957)
Luogo di esecuzione: Gualdo Tadino (Perugia)
Datazione: circa 1920
Tecnica: maiolica modellata, dipinta e decorata a lustro policromo (oro, rubino e cobalto)
Dimensioni: altezza 68 cm; diametro della base 36 cm
Firma: monogramma A.S. con il caratteristico sole sorgente in blu.
Descrizione
L'opera si presenta come un imponente vaso ornamentale dal corpo slanciato, culminante in un elegante collo a tromba che conferisce alla composizione un forte sviluppo verticale.
Sul corpo principale è raffigurato il celebre episodio di Amore e Psiche, ispirato al racconto contenuto nelle Metamorfosi di Apuleio. I due protagonisti sono rappresentati nell'intimità dell'abbraccio, immersi in un rigoglioso paesaggio boschivo ricco di vegetazione e di fioriture, secondo una sensibilità che unisce classicismo e gusto simbolista.
Le figure, modellate con raffinata eleganza, emergono dal fondo grazie al caratteristico contrasto tra il blu cobalto delle anatomie e i caldi riflessi rubino e oro del paesaggio.
Il programma decorativo
La decorazione del vaso si sviluppa come un insieme unitario, nel quale pittura e modellato plastico dialogano armoniosamente.
La base è particolarmente elaborata ed è composta da:
- grandi foglie d'acanto modellate a rilievo;
- ippogrifi e creature fantastiche ispirate al repertorio rinascimentale;
- mascheroni ornamentali;
- motivi floreali policromi;
- elementi architettonici che sostengono il corpo del vaso.
La fascia inferiore presenta una ricca decorazione a grottesche, mentre il collo è avvolto da una fitta vegetazione dipinta che crea continuità con il paesaggio raffigurato nel soggetto principale.
L'intera composizione richiama i grandi vasi monumentali delle manifatture rinascimentali di Urbino e Pesaro, reinterpretati secondo il linguaggio decorativo del primo Novecento.
La tecnica
L'opera testimonia il dominio assoluto delle tecniche ceramiche da parte di Santarelli.
La superficie alterna:
- pittura a gran fuoco di straordinaria precisione;
- lustri metallici in oro, rubino e cobalto;
- modellazione plastica ad alto rilievo;
- ricca policromia ottenuta con sovrapposizioni di velature.
L'effetto finale è quello di una superficie vibrante, nella quale la luce modifica continuamente la percezione dei colori e dei rilievi.
Iconografia
Il tema di Amore e Psiche rappresenta uno dei soggetti più amati da Santarelli.
Nel racconto di Apuleio l'unione tra il dio dell'Amore e la giovane Psiche simboleggia il percorso dell'anima verso la conoscenza e l'immortalità.
L'artista interpreta questo episodio secondo una sensibilità tipicamente simbolista:
- il paesaggio diviene luogo ideale;
- la natura partecipa emotivamente alla scena;
- la composizione privilegia la grazia del gesto piuttosto che il racconto narrativo.
La scelta di questo soggetto riflette il gusto culturale dell'epoca e il dialogo tra arte decorativa e letteratura classica.
Inquadramento storico-artistico
Intorno al 1920 Alfredo Santarelli è ormai uno dei maggiori protagonisti della rinascita della ceramica italiana.
In questi anni la manifattura di Gualdo Tadino raggiunge la piena maturità tecnica, distinguendosi per:
- recupero delle forme monumentali rinascimentali;
- eccezionale qualità dei lustri;
- perfezione della modellazione plastica;
- repertorio iconografico colto, ispirato alla mitologia, alla letteratura e all'arte italiana del Cinquecento.
Questo vaso rappresenta una delle espressioni più complete di tale stagione artistica.
Valutazione storico-artistica
Per dimensioni, complessità strutturale e qualità esecutiva, questo monumentale vaso rientra tra le opere più prestigiose realizzate da Alfredo Santarelli.
La perfetta integrazione tra architettura dell'oggetto, modellazione plastica, decorazione pittorica e tecnica del lustro testimonia il livello raggiunto dalla manifattura di Gualdo Tadino nel primo quarto del Novecento.
L'iconografia di Amore e Psiche, già presente in altre opere dell'artista, trova qui una delle sue interpretazioni più monumentali e mature, mentre la ricchissima base con ippogrifi, mascheroni e foglie d'acanto richiama direttamente la grande tradizione della maiolica rinascimentale italiana.
Per rarità, imponenza e qualità artistica, il vaso può essere considerato un autentico capolavoro della produzione ceramica di Alfredo Santarelli e una delle testimonianze più significative della rinascita della ceramica umbra del XX secolo.