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Piatto da parata in maiolica a lustro con soggetto mitologico sirena della Società Ceramica Mastro Giorgio Ø 40 cm

Piatto da parata in maiolica a lustro con soggetto mitologico sirena della Società Ceramica Mastro Giorgio Ø 40 cm

Ceramica Mastro Giorgio

Piatto da parata in maiolica a lustro della Società Mastro Giorgio di Gualdo Tadino, realizzato intorno al 1930. Il manufatto appartiene alla produzione più prestigiosa della manifattura, nella quale la decorazione plastica a rilievo si unisce alla pittura istoriata di soggetto mitologico, rievocando i grandi piatti rinascimentali di Gubbio e Urbino.

Scheda catalografica

Manifattura: Società Mastro Giorgio (SMG)

Luogo di produzione: Gualdo Tadino (Perugia)

Oggetto: Piatto da parata

Materiale: Maiolica a lustro policroma

Tecnica: Modellazione a rilievo, pittura a mano sotto vetrina e lustro metallico

Datazione: circa 1930

Dimensioni: Diametro 40 cm

Marchio: SMG – Società Mastro Giorgio, Gualdo Tadino, in blu sul retro

Descrizione

Importante piatto circolare destinato all'esposizione, caratterizzato da una ricca tesa modellata ad altorilievo e da un cavetto dipinto con soggetto mitologico.

Nel cavetto è rappresentata una sirena bicaudata, immersa in un paesaggio costiero. La figura, raffigurata frontalmente mentre suona un doppio flauto (siringa), emerge dalle acque con la coda biforcuta ripiegata ai lati. Lo sfondo è costituito da rocce, vegetazione acquatica e rilievi montuosi, elementi che conferiscono alla scena un'atmosfera fantastica e di gusto rinascimentale.

La sirena richiama l'iconografia classica e le decorazioni a grottesca diffuse nelle maioliche italiane del XVI secolo, reinterpretate con sensibilità novecentesca dalla manifattura di Gualdo Tadino.

La tesa

La larga tesa è uno degli aspetti più spettacolari dell'opera.

È decorata con:

  • sei putti modellati ad altorilievo;
  • grandi girali vegetali;
  • foglie d'acanto;
  • motivi fitomorfi;
  • elementi floreali;
  • volute rinascimentali.

I putti, distribuiti simmetricamente lungo la circonferenza, sono raffigurati in pose differenti e contribuiscono a creare un ricco effetto plastico.

Il fondo blu intenso esalta il modellato dei rilievi, mentre il lustro metallico conferisce luminosità e profondità alla superficie.

Decorazione e tecnica

La decorazione impiega una raffinata tavolozza composta da:

  • blu cobalto;
  • rosso ferraccia;
  • verde rame;
  • ocra dorato;
  • bianco stannifero;
  • riflessi metallici oro-ramati.

Il lustro, ottenuto mediante una seconda cottura con sali metallici, è applicato sia ai rilievi sia ai dettagli ornamentali, secondo la tradizione tecnica recuperata dalla Società Mastro Giorgio ispirandosi a Mastro Giorgio Andreoli.

Inquadramento storico

Negli anni Venti e Trenta la Società Mastro Giorgio realizzò una serie di piatti monumentali ispirati ai modelli della maiolica rinascimentale umbra. Le scene mitologiche, unite alle ricche cornici plastiche con putti e girali, erano destinate a una clientela colta e a esposizioni d'arte decorativa.

La sirena è un soggetto ricorrente nella tradizione delle grottesche rinascimentali, simbolo di seduzione, mistero e del mondo marino, frequentemente rappresentato nelle decorazioni cinquecentesche di Gubbio e Urbino.

 

Interesse collezionistico

L'opera presenta numerosi elementi di rilievo:

  • marchio originale SMG;
  • diametro importante (40 cm);
  • soggetto mitologico;
  • sei putti modellati ad altorilievo;
  • ricca decorazione plastica;
  • tecnica del lustro metallico;
  • ottimo stato di conservazione.

I piatti con tesa integralmente modellata costituiscono una delle produzioni più apprezzate della Società Mastro Giorgio.

Giudizio storico-artistico

Questo piatto costituisce un notevole esempio della produzione artistica della Società Mastro Giorgio nel periodo di massimo sviluppo della manifattura. La perfetta integrazione tra pittura istoriata, modellazione plastica e tecnica del lustro riflette la volontà di recuperare e reinterpretare la grande tradizione della maiolica rinascimentale umbra.

Per qualità esecutiva, equilibrio compositivo e ricchezza ornamentale, rappresenta un manufatto di elevato interesse storico e collezionistico, pienamente rappresentativo della ceramica artistica di Gualdo Tadino negli anni Trenta del Novecento.

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