Grande piatto in maiolica istoriata realizzato da Giovanni Freppa per la Manifattura Ginori Ø 48 cm
Manifattura Ginori (Doccia) - Giuseppe Benassai (1838-1878)
Giovanni Freppa per Ginori, grande piatto in maiolica, 1855, dipinto da Francesco Giusti con raffigurazione centrale di Barbarossa da un'incisione di Lorenzo de Musi del 1535, all'interno di una cornice rinascimentale senese con vasi, cornucopie e figure alate, il rovescio con anelli concentrici e lamelle in vari colori, 48 cm di diametro. Nota: un esemplare identico di questo piatto è stato acquistato dal Victoria and Albert Museum all'Esposizione di Parigi del 1855 ed è attualmente esposto al Museo. Un altro esemplare è stato inoltre registrato nella Collezione Christie Miller e illustrato nel 1986.
La scheda è sostanzialmente corretta, ma può essere resa più rigorosa dal punto di vista storico-artistico e catalografico. Ecco una versione che utilizzerei per un catalogo.
Giovanni Freppa per la Manifattura Ginori
Grande piatto in maiolica istoriata
Manifattura: Doccia (Manifattura Ginori)
Modello: Giovanni Freppa (1814–1893)
Decorazione: Francesco Giusti (attivo presso la Manifattura Ginori)
Data: 1855
Tecnica: maiolica dipinta in policromia su smalto stannifero
Diametro: 48 cm
Descrizione
Grande piatto da parata in maiolica policroma con cavetto dipinto a busto raffigurante Federico I Barbarossa, tratto dall'incisione eseguita da Lorenzo de' Musi nel 1535 per la celebre raccolta Illustrium Imagines.
La larga tesa è decorata con un'elaborata cornice di gusto rinascimentale ispirata alla maiolica senese del primo Cinquecento, costituita da:
- cornucopie;
- vasi all'antica;
- figure alate;
- putti;
- girali vegetali;
- elementi araldici e ornamentali.
La vivace policromia, dominata dall'arancio ferraccia, dal blu di cobalto e dal verde ramina, riprende fedelmente il repertorio decorativo rinascimentale reinterpretato secondo il gusto storicista ottocentesco.
Il rovescio presenta il caratteristico decoro della manifattura Ginori con anelli concentrici policromi e larga fascia periferica decorata da lamelle radiali alternate in verde, giallo, ocra e viola.
Contesto storico
Questo piatto appartiene alla celebre serie di maioliche artistiche realizzate dalla Manifattura Ginori di Doccia per l'Esposizione Universale di Parigi del 1855.
Sotto la direzione artistica di Giovanni Freppa, la manifattura intraprese una straordinaria operazione di recupero delle tecniche e dei modelli della maiolica italiana del Rinascimento, reinterpretando opere di Faenza, Urbino, Castel Durante, Siena e Deruta.
Francesco Giusti fu uno dei migliori decoratori coinvolti in questa produzione.
Provenienze illustri
La tipologia è documentata da almeno due esemplari importanti.
Uno fu acquistato direttamente all'Esposizione Universale di Parigi del 1855 dal Victoria and Albert Museum di Londra, dove è tuttora conservato.
Un secondo esemplare appartenne alla celebre Christie-Miller Collection, una delle più importanti raccolte inglesi di maiolica italiana, pubblicata nel catalogo della collezione nel 1986.
La presenza di questi confronti museali conferma l'importanza della serie e la qualità della produzione Ginori destinata alle grandi esposizioni internazionali.
Osservazioni stilistiche
Questo piatto rappresenta uno dei migliori esempi dello storicismo ceramico italiano.
Pur essendo un'opera ottocentesca, la qualità della pittura e la fedeltà ai modelli cinquecenteschi sono tali che molti esemplari della serie furono a lungo ritenuti autentiche maioliche rinascimentali.
Il rovescio costituisce inoltre un elemento diagnostico molto significativo: il motivo ad anelli concentrici con lamelle policrome richiama volutamente i rovesci delle maioliche senesi e faentine del XVI secolo, ma con una precisione esecutiva e una regolarità tipiche della produzione Ginori della metà dell'Ottocento.
Valutazione storico-artistica
Si tratta di una delle opere più rappresentative della rinascita della maiolica italiana promossa dalla Manifattura Ginori nella metà del XIX secolo. L'associazione con Giovanni Freppa e Francesco Giusti, unita alla documentazione di esemplari identici conservati al Victoria and Albert Museum e già nella Christie-Miller Collection, colloca questo piatto tra le produzioni di maggior prestigio della manifattura Doccia destinate alle esposizioni internazionali e al collezionismo d'élite.