Piatto a lustro in onore di Papa Leone XIII realizzato da Matteo Cecchini Ø 35 cm
Matteo Cecchini
Piatto a lustro in cui il pittore sembra aver raggiunto una piena maturità artistica.
Scheda catalografica
Autore: Prof. Matteo Cecchini (firmato al verso)
Titolo: Leone XIII. MCM ad perpetuam Anni Sancti memoriam
Data: 1900
Tecnica: pittura policroma su terraglia smaltata
Supporto: piatto in terraglia
Diametro: 35 cm
Il soggetto
Il ritratto raffigura Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1810-1903).
Il pontefice è rappresentato frontalmente, con veste bianca, secondo un modello iconografico ufficiale diffuso durante il Giubileo del 1900.
La fascia inferiore reca la scritta:
LEO XIII PONT. MAX.
Nel cartiglio inferiore si legge:
MCM
AD PERPETUAM
ANNI SANCTI MEMORIAM
L'opera celebra quindi il Giubileo dell'Anno Santo del 1900, uno degli eventi religiosi più importanti del pontificato di Leone XIII.
La decorazione
È la più ricca tra tutte quelle viste finora.
Comprende:
- grandi racemi rinascimentali;
- grottesche policrome;
- stemma pontificio;
- chiavi di San Pietro;
- triregno;
- due vedute architettoniche nella parte superiore;
- due grifoni affrontati che sorreggono il cartiglio inferiore.
Lo schema decorativo richiama le maioliche istoriate umbre e rinascimentali, reinterpretate con gusto tardo ottocentesco.
Le vedute
Le due architetture superiori sembrano rappresentare monumenti legati al pontificato o ai luoghi santi di Roma.
La fotografia non consente un'identificazione sicura, ma potrebbero essere:
- ingressi di basiliche romane;
- monumenti giubilari;
- edifici collegati a Leone XIII.
Sarebbe interessante esaminarle con immagini ad alta definizione.
Il fondo del ritratto
Dietro il busto compare un ricchissimo damasco brunito con decorazioni dorate.
È una soluzione pittorica decisamente raffinata e tecnicamente superiore rispetto ai piatti del 1898-1899.
Il verso
L'iscrizione è molto importante.
Si legge:
Prof. M. Cecchini
Perugia
1900
Questa annotazione aggiunge un'informazione nuova e preziosa.
Se la lettura è corretta, documenta che nel 1900 Matteo Cecchini operava a Perugia, o almeno realizzò questa opera in quella città.
L'uso del titolo Prof. è significativo: potrebbe indicare che Cecchini esercitava anche attività didattica, oppure che godeva di un riconoscimento professionale come maestro decoratore. Senza ulteriori documenti, è prudente presentarlo come un titolo riportato dall'iscrizione, evitando di dedurne automaticamente una nomina accademica.
Potrebbe essere stato eseguito in occasione del Giubileo del 1900, forse come pezzo espositivo, dono commemorativo o commissione.