Placca a lustro raffigurante la Madonna dei Ranghiasci di Gubbio autore Paolo Rubboli 25x18 cm
Paolo Rubboli
Placca a lustro realizzata a Gualdo Tadino
Scheda catalografica
Manifattura: Paolo Rubboli
Luogo di produzione: Gualdo Tadino (Perugia)
Oggetto: Placca devozionale
Materiale: Maiolica a lustro
Tecnica: Maiolica dipinta a gran fuoco con successiva terza cottura a lustro metallico (oro e rubino)
Datazione: 1878-1883
Dimensioni:
- Altezza: 25 cm
- Larghezza: 18 cm
Firma: Assente
Attribuzione: Paolo Rubboli
Descrizione
Placca rettangolare in maiolica raffigurante la Madonna dei Ranghiasci, una delle immagini mariane più care alla devozione gualdese e legata alla famiglia Ranghiasci di Gubbio.
Al centro della composizione è rappresentata la Vergine seduta con il Bambino Gesù. Il Bambino, benedicente e con il globo nella mano sinistra, è raffigurato sulle ginocchia della Madre. Ai lati compaiono due santi vescovi identificabili, con buona probabilità, in Sant'Ubaldo, patrono di Gubbio, e San Nicola di Bari, frequentemente associati nelle raffigurazioni umbre di fine Ottocento.
Nella parte superiore due angeli in volo sorreggono una corona, simbolo della regalità della Vergine e della glorificazione celeste.
Lo sfondo è volutamente semplice, con una velatura azzurra che concentra l'attenzione sulla sacra conversazione.
Iconografia
L'opera riproduce una celebre immagine devozionale nota come Madonna dei Ranghiasci, derivata da modelli rinascimentali umbri, reinterpretati dalla manifattura Rubboli secondo il gusto neorinascimentale che caratterizzò la sua prima produzione.
L'impostazione piramidale della composizione richiama direttamente la pittura umbra del Quattrocento e del primo Cinquecento.
Aspetti stilistici
L'opera presenta tutti gli elementi tipici della prima produzione di Paolo Rubboli:
- disegno nitido e accurato;
- prevalenza del blu di cobalto;
- campiture leggere;
- impiego del giallo antimonio;
- rosso ferraccia;
- utilizzo misurato del lustro dorato;
- volti di evidente derivazione rinascimentale.
La pittura risulta elegante e raffinata, ancora fortemente influenzata dai modelli della maiolica istoriata di Deruta, Gubbio e Urbino.
Tecnica
Maiolica dipinta a mano con:
- smalto stannifero bianco;
- blu cobalto;
- verde rame;
- giallo antimonio;
- rosso ferraccia;
- successiva cottura a lustro metallico.
La superficie conserva ancora una buona brillantezza e i riflessi metallici risultano leggibili, pur con una leggera attenuazione dovuta al tempo.
Attribuzione
L'attribuzione a Paolo Rubboli appare pienamente condivisibile per:
- la cronologia (1878-1883);
- la qualità pittorica;
- la tecnica del lustro;
- il repertorio iconografico religioso;
- la tipologia della placca devozionale;
- la stretta analogia con le prime produzioni della manifattura Rubboli.
L'assenza della firma è frequente nella produzione iniziale dell'artista, soprattutto nelle placche destinate alla devozione privata.
Stato di conservazione
Dalla fotografia si osservano:
- buona conservazione dello smalto;
- riflessi metallici ancora leggibili;
- leggere usure superficiali;
- piccole puntinature e segni del tempo;
- assenza di restauri evidenti.
Lo stato generale può essere definito molto buono, compatibile con un manufatto di oltre 140 anni.
Interesse storico-artistico
Questa placca costituisce una significativa testimonianza della prima attività di Paolo Rubboli, quando il ceramista stava recuperando la tecnica del lustro rinascimentale applicandola non solo alla ceramica ornamentale ma anche alla produzione devozionale.
La scelta della Madonna dei Ranghiasci, soggetto profondamente radicato nella cultura religiosa dell'Umbria, evidenzia il legame della manifattura con il territorio e con le tradizioni figurative locali.
Interesse collezionistico
L'opera riveste particolare interesse perché:
- appartiene alla fase più antica della manifattura Rubboli;
- è precedente alla fondazione della Società Mastro Giorgio;
- rappresenta un soggetto religioso poco comune;
- è attribuibile con buona sicurezza a Paolo Rubboli;
- conserva un buon livello qualitativo e una piacevole policromia.
Le placche religiose della prima produzione Rubboli sono sensibilmente più rare rispetto ai piatti e ai vasi ornamentali.
Giudizio storico-artistico
Questa placca rappresenta un'interessante espressione della produzione religiosa della prima manifattura di Paolo Rubboli, nella fase pionieristica della rinascita della ceramica artistica gualdese. La raffigurazione della Madonna dei Ranghiasci, cara alla tradizione umbra, unisce la sensibilità devozionale locale alla raffinata rilettura dei modelli rinascimentali che caratterizzò l'opera di Rubboli. L'equilibrio compositivo, la qualità del disegno e il delicato impiego del lustro metallico testimoniano l'alto livello tecnico raggiunto dalla manifattura già nei suoi primi anni di attività. Pur priva di firma, la placca presenta caratteristiche stilistiche e tecniche pienamente coerenti con la produzione documentata di Paolo Rubboli tra il 1878 e il 1883, costituendo un'opera di notevole interesse storico, artistico e collezionistico.