Grande piatto circolare da parata in maiolica autore Alfredo Santarelli
Alfredo Santarelli
Autore / Manifattura: Alfredo Santarelli (Gualdo Tadino, 1874–1957)
Luogo di produzione: Gualdo Tadino (Perugia), Umbria
Datazione presunta: 1902
Tipologia: grande piatto da parata
Materia e tecnica: maiolica policroma dipinta, con decorazione a lustro metallico
Dimensioni: diametro cm 48
Firma: Santarelli, per esteso, tracciata in oro
Soggetto: composizione mitologica con centauro e figure classiche entro medaglioni; decorazione a grottesche e raffaellesche
Stato di conservazione: da verificare mediante esame diretto
Descrizione
Grande piatto circolare da parata in maiolica, caratterizzato da una complessa decorazione policroma organizzata secondo uno schema rigorosamente radiale.
Al centro è collocato un medaglione circolare istoriato con scena mitologica dominata dalla figura di un centauro, accompagnato da una figura umana. Il nucleo figurativo centrale è circondato da quattro riserve ovali disposte secondo gli assi principali del piatto, contenenti altrettante figure di repertorio classico-mitologico.
L'ampia tesa è interamente occupata da una fitta ornamentazione di gusto neorinascimentale, composta da grottesche, racemi, foglie d'acanto, infiorescenze, volute e mascheroni fantastici, distribuiti simmetricamente intorno alle riserve. La decorazione riprende consapevolmente il repertorio delle maioliche rinascimentali dell'Italia centrale, reinterpretato secondo il gusto storicista della ceramica artistica umbra tra Otto e Novecento.
Particolarmente evidente è l'alternanza cromatica fra rosso-rubino, giallo-oro, verde e azzurro, con contorni pittorici che definiscono minuziosamente sia le figure sia l'apparato ornamentale.
Inquadramento storico-artistico
Alfredo Santarelli fu una delle personalità centrali della rinascita della ceramica a lustro di Gualdo Tadino. Formatosi nell'ambiente di Paolo Rubboli, continuò a lavorare presso quella manifattura apprendendone la tecnica del lustro e nel 1899 aprì un proprio laboratorio. Il Catalogo Generale dei Beni Culturali ricorda inoltre Santarelli come l'artista che introdusse nella propria produzione l'uso sistematico di marchi e firme.
La data 1902, qualora confermata dall'iscrizione originale presente sull'opera, collocherebbe quindi questo piatto in un momento particolarmente precoce dell'attività indipendente di Santarelli, appena tre anni dopo l'apertura del laboratorio.
È significativo il confronto con un piatto da parata di Alfredo Santarelli con soggetto mitologico, Il Centauro Euritione e Ippodamia, conservato in collezione privata e catalogato dalla Soprintendenza. L'esemplare, di 41 cm di diametro, è in maiolica a lustro metallico ed è datato genericamente fra il 1900 e il 1913. Il confronto non consente, sulla sola fotografia, di identificare automaticamente il medesimo episodio mitologico nel piatto qui esaminato, ma documenta l'impiego da parte di Santarelli del centauro come soggetto figurativo proprio nella produzione dei grandi piatti da parata.
Anche il formato monumentale trova riscontri nella produzione conosciuta dell'artista: il Catalogo Generale registra, ad esempio, un piatto Santarelli del diametro di 49,5 cm, assai vicino ai 48 cm dell'esemplare in esame.
Tecnica
La decorazione appartiene alla tradizione gualdese della maiolica a lustro metallico. Nelle schede ministeriali relative a Santarelli il procedimento è descritto come una lavorazione nella quale i composti metallici vengono applicati sull'oggetto già smaltato e cotto, cui segue un'ulteriore cottura a temperatura relativamente bassa in atmosfera riducente. Tale procedimento produce i caratteristici effetti metallici e iridescenti del lustro.
Nel presente esemplare la tecnica è impiegata insieme alla pittura policroma per accentuare il carattere prezioso della superficie e richiamare intenzionalmente la grande tradizione umbra della ceramica rinascimentale.
Firma e datazione
Di particolare interesse documentario è la presenza, riferita sul verso, della firma “Santarelli” scritta per esteso in oro.
Questo elemento deve essere distinto dal successivo marchio di fabbrica formato dalle lettere A e S sovrapposte, sormontate dal motivo del mezzo sole raggiato. La documentazione ministeriale indica infatti quest'ultimo come un marchio depositato utilizzato da Santarelli dal 1920 in poi.