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Grande piatto da parata in maiolica con riflessi di a lustro di I.C.A.P. (Industria Ceramica Angelo Pascucci)  Ø 42 cm

Grande piatto da parata in maiolica con riflessi di a lustro di I.C.A.P. (Industria Ceramica Angelo Pascucci) Ø 42 cm

I.C.A.P. (Industria Ceramica Angelo Pascucci)

La sua attribuzione è convincente. Dalla fotografia il piatto presenta tutte le caratteristiche tipiche della produzione I.C.A.P. (Industria Ceramica Angelo Pascucci) di Gualdo Tadino degli anni Venti, ispirata alle maioliche rinascimentali umbre e realizzata con la tecnica del lustro metallico. La manifattura ICAP, fondata da Angelo Pascucci, fu una delle principali protagoniste della rinascita della ceramica artistica gualdese dopo l'esperienza Rubboli.

Scheda catalografica

Manifattura: I.C.A.P. – Industria Ceramica Angelo Pascucci, Gualdo Tadino

Datazione: circa 1920–1925

Tecnica: maiolica policroma a lustro metallico

Diametro: cm 42

Marca: "ICAP – Gualdo Tadino – Italia"

 

Descrizione

Grande piatto da parata in maiolica policroma con riflessi a lustro metallico.

Il cavetto è decorato con una vivace scena mitologica di danza bacchica, I Coribanti , questi erano sacerdoti di Rea moglie di Crono il quale per paura di essere detronizzato dai figli li inghiottiva appena nati". nella quale un gruppo di figure femminili seminude e giovani satiri danzano in un paesaggio alberato, accompagnandosi con tamburelli e strumenti musicali. Il linguaggio figurativo richiama la pittura rinascimentale italiana, filtrata attraverso il gusto decorativo del primo Novecento.

La tesa è suddivisa in una successione di otto medaglioni ovali contenenti figure di ninfe e personificazioni femminili in paesaggio, alternate a cartelle ornamentali con:

  • mascheroni;
  • motivi floreali;
  • volute policrome;
  • elementi vegetali.

L'intera composizione è incorniciata da una fascia a lustro dorato che valorizza il ricco impianto decorativo.

Inquadramento storico

Negli anni Venti la manifattura ICAP sviluppò una produzione di alta qualità ispirata alle maioliche rinascimentali di Deruta, Gubbio e Urbino, recuperando la complessa tecnica del lustro metallico e reinterpretando soggetti mitologici, storici e allegorici destinati a un collezionismo colto.

Il repertorio iconografico del piatto rientra pienamente in questa produzione, caratterizzata da:

  • soggetti classici;
  • bordure a grottesche e medaglioni;
  • cromia intensa;
  • riflessi aurei e rubino ottenuti con la terza cottura.

Osservazioni stilistiche

Dal punto di vista qualitativo il piatto evidenzia:

  • disegno sicuro delle figure;
  • buona resa anatomica;
  • paesaggio costruito con pennellata sciolta;
  • ricca decorazione della tesa;
  • utilizzo equilibrato del lustro metallico.

Il soggetto non sembra riprendere un episodio mitologico preciso, ma appartiene piuttosto al repertorio delle scene bacchiche e dionisiache, molto apprezzate nella produzione storicista umbra del primo Novecento.

Valutazione storico-artistica

Si tratta di un significativo esempio della produzione artistica dell'Industria Ceramica Angelo Pascucci (ICAP), una delle manifatture che contribuirono al rilancio della ceramica di Gualdo Tadino dopo l'esperienza dei Rubboli. Opere analoghe, con soggetti storici e mitologici eseguiti a lustro metallico, sono documentate nella produzione ICAP degli anni Venti e Trenta e compaiono regolarmente in collezioni pubbliche e sul mercato antiquario.

Proposta di catalogazione:

I.C.A.P. (Industria Ceramica Angelo Pascucci), Gualdo Tadino, ca. 1920–1925. Grande piatto da parata in maiolica policroma a lustro metallico, decorato nel cavetto con scena bacchica di gusto mitologico e sulla tesa con otto medaglioni raffiguranti ninfe alternati a motivi floreali, mascheroni e volute ornamentali. Marca dipinta in blu sul verso: "ICAP – Gualdo Tadino – Italia". Diametro cm 42.

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