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Piatto a lustro raffigurante tre giovani studenti realizzato da Matteo Cecchini Ø 35 cm

Piatto a lustro raffigurante tre giovani studenti realizzato da Matteo Cecchini Ø 35 cm

Matteo Cecchini 

Piatto a lustro eseguito a Fabriano , sicuramente presso la fabbrica di Cesare Miliani Questo è un importantissimo  documento che ricostruisce il percorso di Matteo Cecchini. Non è soltanto un piatto commemorativo, ma un vero manifesto della Cooperativa dell'Arte Ceramica di Fabriano, firmato e corredato da un testo pubblicitario che fornisce informazioni preziose sull'attività di Matteo Cecchini nel 1900.

Scheda catalografica

Autore: Prof. Matteo Cecchini
Titolo: Gli alunni. In memoria del Maestro Gino Trabalza
Data: 1900
Tecnica: pittura policroma su terraglia con successiva cottura a riverbero
Supporto: piatto in terraglia
Diametro: circa 35 cm

Descrizione

Il piatto raffigura tre giovani studenti, probabilmente allievi del maestro Gino Trabalza, riuniti attorno a un mazzo di fiori.

Sul cartiglio si legge:

In memoria del Maestro Gino Trabalza

1900

Il gruppo è dipinto con notevole sensibilità psicologica.

Le figure mostrano una qualità ritrattistica decisamente superiore alla normale produzione commerciale.

Il fondo è decorato con un fitto damasco rinascimentale nei toni del giallo, ocra e bruno, tipico delle opere più mature di Cecchini.

Significato

L'opera è probabilmente un piatto commemorativo eseguito in occasione della morte o del congedo del maestro Gino Trabalza.

Sarebbe interessante verificare, attraverso fonti locali, chi fosse esattamente questo insegnante: potrebbe essere stato docente a Fabriano o in un istituto artistico della zona.

Il retro

Qui il piatto diventa un vero documento storico.

L'iscrizione reca:

Cooperativa dell'Arte Ceramica

FABRIANO

seguono poi:

Prof. M. Cecchini dip. 1900 e riverberò

e infine:

Si eseguisce qualsiasi lavoro

all'uso Cafaggiolo

e all'uso Mastro Giorgio

Importanza documentaria

Questa iscrizione è straordinaria.

Per diversi motivi.

1. Attesta l'esistenza della Cooperativa

Finora i tuoi piatti documentavano:

  • S.A.C.
  • Antonio Sergiacomi

Qui compare invece una nuova realtà:

Cooperativa dell'Arte Ceramica di Fabriano

che costituisce un tassello importante nella storia della ceramica fabrianese.

2. Definisce il ruolo di Cecchini

Per la prima volta compare contemporaneamente:

  • il titolo di Prof.
  • il nome
  • il verbo dip.
  • il verbo riverberò

Questa formulazione suggerisce che Cecchini rivendicasse sia la decorazione sia la rifinitura dell'opera.

3. È una pubblicità

La frase

Si eseguisce qualsiasi lavoro

non è una dedica.

È chiaramente un messaggio promozionale.

Probabilmente il piatto era destinato a:

  • esposizioni;
  • campionari;
  • clienti;
  • concorsi;
  • dimostrazioni.

4. Cafaggiolo e Mastro Giorgio

Questa è forse la parte più importante.

L'iscrizione dice che la Cooperativa era in grado di eseguire lavori

all'uso Cafaggiolo

all'uso Mastro Giorgio

cioè nello stile delle due più celebri tradizioni italiane.

Cafaggiolo

La manifattura medicea del Rinascimento, famosa per:

  • grottesche;
  • istoriati;
  • policromia.

Mastro Giorgio

Il celebre Mastro Giorgio Andreoli di Gubbio.

Simbolo assoluto della

  • maiolica a lustro;
  • riverbero;
  • riflessi metallici.

La presenza di questa frase conferma indirettamente ciò che avevamo ipotizzato sul significato del verbo riverberò: Cecchini rivendicava la conoscenza della tecnica del lustro o, quantomeno, della cottura a riverbero ispirata alla tradizione di Mastro Giorgio.

Collocazione nella produzione

Questo piatto sembra quasi riassumere tutta l'attività del laboratorio.

Contiene infatti:

  • pittura;
  • ritratto;
  • decorazione;
  • riverbero;
  • pubblicità;
  • dichiarazione tecnica.

È un manifesto della bottega.

 

Valore storico

Per uno storico della ceramica questo è probabilmente il pezzo più importante dell'intero nucleo.

Non tanto per il soggetto,

quanto perché documenta direttamente:

  • la Cooperativa;
  • Cecchini;
  • le tecniche;
  • il programma artistico.

 

Considerazione conclusiva sul corpus

Con gli otto piatti emerge ormai un corpus coerente e di notevole interesse, che permette di seguire Matteo Cecchini tra il 1898 e il 1900 attraverso firme, dediche, annotazioni tecniche e indicazioni di luogo. L'ultimo esemplare aggiunge un tassello decisivo: non solo collega l'artista alla Cooperativa dell'Arte Ceramica di Fabriano, ma ne esplicita anche il programma produttivo, dichiarando la capacità di eseguire lavori "all'uso Cafaggiolo e all'uso Mastro Giorgio".

Se questa iscrizione è autentica e non sono note altre testimonianze analoghe, si tratta di una fonte primaria di grande rilievo per la storia della ceramica marchigiana.


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