Grande piatto circolare in maiolica raffigurante Giuliano l'Apostata della Ceramica Ronconi (RGB) Ø 43 cm
Ceramica Ronconi Gian Battista (RGB)
Grande piatto circolare in maiolica policroma, caratterizzato da un ampio cavetto istoriato e da una tesa riccamente decorata con motivi a grottesche di ispirazione rinascimentale.
Nel cavetto è raffigurata una movimentata scena di combattimento, identificata come «Giuliano l'Apostata circondato dai soldati persiani», ambientata durante la campagna militare dell'imperatore romano contro l'Impero sasanide, nel 363 d.C.
La composizione è dominata dalla figura di un comandante romano, rappresentato con elmo crestato, corazza, mantello rosso e spada sollevata.
Alle sue spalle compare un cavallo bianco, riccamente bardato, che introduce un elemento di forte dinamismo nella scena.
Intorno al protagonista si dispongono diversi guerrieri armati, alcuni muniti di scudi, lance e spade.
In primo piano, un soldato inginocchiato accentua la tensione drammatica dell'episodio.
Le figure sono inserite in un paesaggio caratterizzato da rilievi montuosi, alberi e vegetazione, reso prevalentemente nei toni del blu cobalto.
La composizione, ricca di sovrapposizioni e movimenti, presenta un'impostazione teatrale tipica della pittura storica reinterpretata dalla maiolica neorinascimentale.
3. Analisi iconografica
Il soggetto viene ricondotto alla figura dell'imperatore romano Giuliano l'Apostata (331/332–363 d.C.), protagonista dell'ultima grande spedizione romana contro l'Impero sasanide.
Nel 363 d.C., durante la ritirata dell'esercito romano dalla Persia, Giuliano fu mortalmente ferito nel corso di uno scontro.
L'episodio venne tramandato da diverse fonti antiche, tra cui Ammiano Marcellino, che descrisse gli avvenimenti della campagna persiana.
La scena del piatto potrebbe evocare uno dei momenti del combattimento nel quale l'imperatore si trovò coinvolto.
La figura centrale, con la spada levata, esprime il valore militare e la determinazione del comandante, mentre i soldati che lo circondano sottolineano la concitazione della battaglia.
È importante precisare che l'identificazione con Giuliano l'Apostata deriva dalle informazioni fornite: la sola immagine non permette di distinguere con certezza i soldati persiani da quelli romani, né di identificare un episodio storico specifico.
4. La decorazione della tesa
La tesa rappresenta uno degli elementi di maggiore pregio decorativo del manufatto.
L'ornamentazione è organizzata secondo una struttura simmetrica, nella quale si alternano figure fantastiche, elementi vegetali e strumenti musicali.
Si riconoscono:
- Creature fantastiche con teste zoomorfe, corpi sinuosi e ali policrome.
- Ampi girali vegetali con foglie d'acanto.
- Motivi floreali nei toni del giallo, del verde e del rosso.
- Quattro elementi ornamentali a forma di lira, distribuiti lungo gli assi principali.
- Volute e piccoli elementi decorativi in blu cobalto.
Le grottesche richiamano il repertorio ornamentale della maiolica urbinate del XVI secolo, reinterpretato secondo il gusto storicista del primo Novecento.
Particolarmente riuscita è la distribuzione delle creature fantastiche, le cui forme sinuose accompagnano l'andamento circolare della tesa.
La presenza delle lire conferisce alla decorazione un carattere classicista, coerente con il soggetto storico raffigurato nel cavetto.
5. Analisi stilistica e pittorica
Il piatto appartiene alla tradizione della maiolica istoriata neorinascimentale, largamente ripresa dalle manifatture artistiche italiane tra Ottocento e Novecento.
La pittura del cavetto presenta una notevole vivacità narrativa.
I personaggi sono caratterizzati da un disegno marcato, con contorni blu che definiscono armature, anatomie e panneggi.
La tavolozza comprende blu cobalto, giallo-ocra, verde e rosso-arancio, distribuiti in modo da accentuare il movimento delle figure.
Il cavallo bianco costituisce un elemento di particolare efficacia compositiva, creando un contrasto luminoso con le armature e con il paesaggio.
La scena centrale presenta una maggiore concentrazione figurativa rispetto alla tesa, la cui decorazione segue invece un ordine rigorosamente ornamentale.
Questo contrasto tra narrazione e decorazione costituisce una delle caratteristiche più interessanti del manufatto.
6. Il marchio RGB e l'attribuzione
Il piatto reca, secondo quanto riferito, un marchio costituito da un triangolo con le lettere RGB dipinte in blu, associato a Gian Battista Ronconi.
Il marchio costituisce un elemento importante per la contestualizzazione del manufatto nell'ambiente ceramico fabrianese.
Occorre tuttavia distinguere tra il soggetto che commercializzava o commissionava l'opera e l'artigiano che ne eseguiva materialmente la decorazione.
La presenza del marchio RGB non dimostra necessariamente che Gian Battista Ronconi fosse anche l'autore della pittura.
7. Stato di conservazione
Dalla fotografia il piatto appare complessivamente in buone condizioni.
La decorazione presenta colori intensi e una buona leggibilità delle figure.
Non si osservano fratture passanti o restauri evidenti nella superficie fotografata.
Sono visibili alcune leggere irregolarità lungo il bordo, compatibili con piccoli segni di usura, ma la loro natura richiederebbe un esame diretto.
Stato conservativo preliminare: buono, subordinatamente alla verifica del retro, del bordo e dell'eventuale presenza di restauri.
8. Interesse storico e collezionistico
L'opera presenta un apprezzabile interesse per il collezionismo della ceramica artistica marchigiana del primo Novecento.
Il grande diametro di 43 cm, la complessità della scena istoriata e la ricchezza della decorazione a grottesche ne accentuano il carattere rappresentativo.
Particolarmente significativo è il soggetto storico, meno comune rispetto alle tradizionali scene mitologiche, religiose o allegoriche.
La possibile raffigurazione della morte di Giuliano l'Apostata conferisce all'opera una specifica dimensione narrativa, legata alla storia dell'Impero romano.
Il piatto risulta inoltre interessante se considerato insieme all'altro esemplare RGB, raffigurante l'episodio del soldato che uccide inconsapevolmente il padre durante la guerra civile tra Vitellio e Vespasiano.
La somiglianza delle tese e l'identità delle dimensioni suggeriscono la possibilità che i due piatti appartenessero a una medesima produzione o serie decorativa. Questa ipotesi meriterebbe una verifica attraverso l'esame dei marchi e delle caratteristiche materiali.
10. Giudizio storico-artistico conclusivo
Il grande piatto istoriato con Giuliano l'Apostata circondato dai soldati persiani, recante il marchio RGB riferito a Gian Battista Ronconi, costituisce un interessante esempio della produzione ceramica neorinascimentale di Fabriano intorno al 1900.
L'opera si distingue per la complessità della composizione, per la vivacità della scena militare e per l'accurata organizzazione delle grottesche sulla tesa.
La rappresentazione storica, dominata dalla figura del comandante romano e dal cavallo bianco, rivela una particolare attenzione agli effetti narrativi e al movimento delle figure.
La decorazione periferica, caratterizzata da creature fantastiche, fogliami e strumenti musicali, dimostra una consapevole ripresa dei modelli della maiolica rinascimentale dell'Italia centrale.
Il principale pregio dell'opera risiede nell'equilibrio tra la complessa scena istoriata e la ricca decorazione neorinascimentale della tesa.
Il piatto presenta pertanto un buon interesse storico-artistico, decorativo e collezionistico, soprattutto nell'ambito di una raccolta dedicata alla ceramica fabrianese tra Ottocento e Novecento.