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Piatto a lustro raffigurante la dea Minerva autore Egisto Fantechi Ø 35 cm

Piatto a lustro raffigurante la dea Minerva autore Egisto Fantechi Ø 35 cm

Egisto Fantechi (1861–1941)- Firenze

Piatto a lustro con raffigurazione della dea Minerva

Firenze, primi anni del XX secolo (ca. 1900–1905)

Maiolica a lustro policroma con decorazione a rilievo.

Diametro: 35,5 cm.

Importante piatto in maiolica a lustro caratterizzato da una ricca decorazione plastica di gusto neorinascimentale. Nel cavetto è raffigurata la dea Minerva, rappresentata a mezzo busto e di fronte, con elmo crestato ornato da motivi vegetali. Sul lato destro compare un cartiglio svolazzante recante l'iscrizione "MINERVA", che identifica esplicitamente il soggetto. La dea è affiancata da elementi vegetali stilizzati e da un ramo fruttifero, inseriti su un intenso fondo blu.

Il cavetto è delimitato da una fascia anulare costituita da una sequenza di elementi verticali in lustro rosso rubino e oro, che crea un elegante effetto architettonico e introduce alla sontuosa tesa in rilievo.

La tesa è riccamente decorata con volute d'acanto, foglie, cartelle e motivi fitomorfi modellati a rilievo, impreziositi dall'alternanza del blu cobalto, del rosso rubino e dei riflessi in lustro dorato. La modellazione plastica e la brillantezza dei riflessi metallici conferiscono alla composizione una notevole ricchezza decorativa, evocando le grandi maioliche istoriate della tradizione eugubina del Cinquecento.

Firma: monogramma di Egisto Fantechi, dipinto in blu al verso.

Datazione: primi anni del XX secolo (ca. 1900–1905).

Nota storico-critica

La figura della dea Minerva, divinità romana della sapienza, delle arti e delle scienze, deriva dall'iconografia umanistica largamente diffusa nelle arti decorative del Rinascimento. La presenza del cartiglio con il nome della dea richiama una consuetudine iconografica tipica delle maioliche istoriate del XVI secolo, nelle quali personificazioni e figure mitologiche erano spesso accompagnate da iscrizioni identificative.

La ricca cornice plastica, con volute, foglie d'acanto e cartelle in rilievo, si ispira direttamente alle opere di Mastro Giorgio Andreoli, reinterpretandone il repertorio ornamentale attraverso una tavolozza dominata dal blu cobalto, dal rosso rubino e dai riflessi aurei del lustro metallico. La qualità della modellazione e la finezza dell'esecuzione collocano questo esemplare tra le opere più rappresentative della produzione di Fantechi nei primissimi anni del Novecento.


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