Piatto a lustro raffigurante un uomo politico realizzato da Matteo Cecchini Ø 35 cm
Matteo Cecchini
Piatto a lustro che raffigura un importante uomo politico dell'Italia postunitaria.
Scheda catalografica
Autore della decorazione: Matteo Cecchini (firmato sul recto: M. Cecchini pinse)
Supporto: piatto in terraglia smaltata policroma
Manifattura del supporto: probabilmente S.A.C. di Fabriano (il marchio sul retro risulta coperto dalla cancellatura)
Data: fine XIX secolo, verosimilmente 1898-1900
Diametro: 35 cm
Descrizione
Il cavetto reca un accurato ritratto di profilo di Guido Bacchelli (1830-1917), eseguito in monocromia grigio-nera con una tecnica quasi da incisione.
Nella parte inferiore destra compare la firma:
M. Cecchini pinse
L'uso del verbo "pinse", forma antica e letteraria di dipinse, è caratteristico dell'Ottocento e conferisce alla firma un tono colto.
Il bordo
È la parte più spettacolare del piatto.
L'ampia tesa è decorata con:
- fondo blu intenso;
- grande fregio di foglie di quercia dorate;
- sei putti alati che sorreggono cartigli.
Nei cartigli si leggono:
- Politica
- Medicina
- Giurisprudenza
- Scienze
- Commercio
- Istruzione (o "Amministrazione"; la fotografia suggerisce comunque una disciplina civile).
Questa iconografia allude chiaramente alle attività pubbliche e culturali legate allo Stato unitario e richiama il linguaggio celebrativo delle arti decorative ufficiali di fine Ottocento.
Il soggetto
Guido Bacchelli (1830-1917) fu:
- medico;
- deputato;
- ministro della Pubblica Istruzione del Regno d'Italia;
- promotore di importanti riforme scolastiche.
L'identificazione del personaggio è quindi pienamente coerente con la presenza dei cartigli dedicati alle discipline e alla vita civile.
Il retro
Sul verso si legge:
Guido Bacchelli
Segue una seconda annotazione, oggi quasi completamente ricoperta da una pesante stesura di nero.
La cancellatura appare intenzionale.
Le possibili spiegazioni sono:
- eliminazione di una dedica personale;
- soppressione di un'iscrizione destinata al committente;
- riutilizzo del supporto;
- semplice correzione di una precedente scritta.
Non è possibile determinarne il contenuto senza indagini diagnostiche (fotografia multispettrale, infrarosso o ultravioletto).
Considerazioni artistiche
Fra tutti i piatti finora presentati questo è probabilmente il più ambizioso.
Infatti unisce:
- ritratto di alto livello;
- grande formato (35 cm);
- complesso programma iconografico;
- ricca policromia;
- firma sul recto.
È un'opera che supera la dimensione del semplice piatto ornamentale e si avvicina alla ceramica celebrativa destinata a esposizioni o a committenze di prestigio.
Collocazione nel catalogo Cecchini
Con i pezzi già esaminati si delinea ormai un corpus coerente:
|
Data |
Soggetto |
Note |
|
1898 |
Giuseppe Verdi |
dedica al fratello Saverio |
|
Maggio 1899 |
Ritratto femminile |
"Prova col nero" |
|
Agosto 1899 |
Vitaliana |
Sergiacomi, firmato |
|
1900 |
Ritratto femminile rinascimentale |
"M. Cecchini dip." |
|
1898-1900 |
Guido Bacchelli |
firma sul fronte "M. Cecchini pinse" |
Questo insieme documenta una notevole varietà di soggetti: ritratti privati, figure femminili idealizzate, personaggi illustri e opere celebrative.
Stato di conservazione
Buono.
Si osservano:
- lievi abrasioni;
- minima usura della doratura;
- decorazione molto ben conservata;
- nessuna perdita significativa della pittura.
Una possibile rivalutazione del corpus
I cinque piatti che hai presentato delineano un insieme omogeneo e documentato, capace di restituire il profilo di Matteo Cecchini come decoratore attivo tra il 1898 e il 1900 su supporti prodotti sia dalla S.A.C. di Fabriano sia dalla manifattura Antonio Sergiacomi. La presenza di date, firme, dediche e annotazioni di bottega rende il gruppo particolarmente prezioso per ricostruire la sua attività.
Se esistono altri esemplari analoghi, si potrebbe realizzare il primo catalogo ragionato di Matteo Cecchini, con cronologia, repertorio dei marchi, analisi delle firme e confronto stilistico. Un simile lavoro avrebbe interesse non solo collezionistico ma anche storico-artistico, contribuendo alla conoscenza della ceramica fabrianese tra Otto e Novecento.