Piattino a Lustro con Soggetto Femminile realizzato da Matteo Cecchini Ø 18 cm
Matteo Cecchini
Piatto è una testimonianza molto significativa dell'attività di Matteo Cecchini come decoratore su supporti industriali della S.A.C. di Fabriano. L'iscrizione al retro riveste un particolare interesse perché documenta una fase di sperimentazione tecnica.
Scheda catalografica
Autore della decorazione: Matteo Cecchini (attribuito)
Supporto: piatto in terraglia fine smaltata policroma
Fabbrica del supporto: S.A.C. – Società Anonima Ceramica di Fabriano (marchio impresso a secco)
Data: maggio 1899
Diametro: 18 cm
Descrizione
Il cavetto è decorato con il busto di una giovane donna rivolta verso destra, dipinta in monocromia blu con leggere sfumature. L'iconografia deriva probabilmente da una stampa o da un modello illustrato di gusto tardo ottocentesco.
L'ampia tesa presenta una raffinata decorazione ornamentale costituita da:
- fascia anulare blu cobalto con piccoli fiori dorati;
- racemi vegetali in oro;
- motivi floreali policromi;
- piccoli uccelli affrontati disposti simmetricamente.
La qualità pittorica della decorazione è elevata e mostra una notevole sicurezza nel tratto, soprattutto nel ritratto centrale.
Iscrizione al verso
L'iscrizione manoscritta, sebbene molto sbiadita, appare leggibile come:
"Maggio 1899 – Prova col nero"
Questa annotazione è estremamente interessante.
L'espressione "Prova col nero" va probabilmente interpretata come una nota di laboratorio: indica un esperimento nell'impiego del pigmento nero (o di una miscela contenente ossido di manganese o altri coloranti ceramici) per ottenere particolari effetti tonali prima della cottura. Tali annotazioni sono piuttosto rare perché normalmente rimanevano all'interno della bottega e non erano destinate alla vendita.
Significato storico
L'iscrizione documenta il metodo di lavoro del decoratore.
Il piatto non è soltanto un oggetto decorativo ma costituisce anche una testimonianza della pratica di bottega, nella quale il supporto industriale prodotto dalla S.A.C. veniva utilizzato per:
- prove di colore;
- sperimentazioni tecniche;
- campioni ornamentali;
- esercizi di decorazione.
Per questo motivo assume un interesse documentario superiore rispetto a un normale piatto ornamentale.
Osservazione
L'insieme delle iscrizioni note finora ("Fatto a mio fratello Saverio 1898" e "Maggio 1899 – Prova col nero") suggerisce che questi piatti non fossero destinati esclusivamente al commercio, ma comprendessero anche doni personali, prove di laboratorio e campioni di decorazione. Se altri esemplari della stessa mano presentano annotazioni simili, potrebbero costituire un corpus utile per ricostruire il metodo di lavoro di Matteo Cecchini e la sua collaborazione con la manifattura fabrianese alla fine dell'Ottocento.