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Grande piatto istoriato con episodio della guerra civile romana della Ceramica Ronconi (RGB) Ø 43 cm

Grande piatto istoriato con episodio della guerra civile romana della Ceramica Ronconi (RGB) Ø 43 cm

Ceramica Ronconi Gian Battista (RGB)

Grande piatto istoriato con episodio della guerra civile romana del 69 d.C.

Fabriano, 1900 circa — Maiolica policroma, diametro 43 cm

2. Descrizione dell'opera

Grande piatto circolare con ampio cavetto istoriato e tesa riccamente decorata secondo il repertorio ornamentale delle maioliche rinascimentali.

Nel cavetto è rappresentata una drammatica scena militare ambientata nell'antica Roma.

Al centro compare un soldato romano in armatura, con elmo, mantello rosso e spada rivolta verso il basso. La figura domina la composizione attraverso un movimento energico, accentuato dalla posizione delle gambe e dall'ampio panneggio.

Alla sua destra è raffigurato un guerriero caduto, semisdraiato al suolo, che solleva un braccio verso il soldato in piedi.

Alle spalle compaiono altri militari, riconoscibili dalle armature, dagli elmi e dalle armi.

Il paesaggio è caratterizzato da rilievi montuosi e da una vegetazione appena accennata, con una prevalenza di tonalità azzurre.

La scena presenta una costruzione teatrale, nella quale i gesti e gli sguardi dei protagonisti concentrano l'attenzione sull'episodio narrato.

3. Identificazione del soggetto storico

Il soggetto indicato trova un preciso riscontro nelle Historiae di Tacito, Historiae.

Durante la guerra civile del 69 d.C., combattuta tra i sostenitori di Vitellio e quelli di Vespasiano, Tacito racconta un episodio particolarmente tragico.

Un soldato, schierato nell'esercito di Vespasiano, uccise il proprio padre, che combatteva dalla parte opposta, senza riconoscerlo. Quando ne scoprì l'identità, la vicenda suscitò profonda commozione.

L'episodio è narrato nelle Historiae, libro III, capitolo 25.

La rappresentazione del piatto risulta coerente con questa vicenda: il soldato in piedi e quello caduto costituiscono il fulcro della scena, mentre gli altri militari ne accentuano il carattere drammatico.

L'identificazione iconografica è quindi storicamente plausibile, anche se sarebbe utile individuare l'eventuale incisione o dipinto dal quale il ceramista ha tratto la composizione.

4. Analisi della decorazione della tesa

La tesa costituisce uno degli elementi artisticamente più interessanti del piatto.

L'ornamentazione è organizzata attraverso un sistema di grottesche policrome, con una rigorosa distribuzione simmetrica.

Si distinguono motivi di particolare eleganza:

  • figure fantastiche con teste di uccello e corpi trasformati in volute vegetali;
  • foglie d'acanto, racemi e girali;
  • strumenti musicali a forma di lira, disposti lungo gli assi principali;
  • elementi floreali stilizzati;
  • piccoli motivi geometrici di raccordo.

La decorazione utilizza principalmente blu cobalto, giallo-ocra, verde e rosso-arancio.

Le figure fantastiche sono caratterizzate da lunghi colli sinuosi, piumaggi stilizzati e appendici vegetali.

Particolarmente interessante è l'impiego delle lire, che introducono un richiamo alla cultura classica e contribuiscono all'ordine geometrico dell'insieme.

5. Analisi stilistica

Il piatto appartiene al gusto neorinascimentale che caratterizzò una parte significativa della ceramica artistica italiana tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.

La composizione centrale recupera il linguaggio della maiolica istoriata cinquecentesca, mentre la tesa riprende il repertorio delle grottesche di derivazione urbinate.

Il disegno delle figure rivela una certa attenzione anatomica, soprattutto nelle braccia e nelle gambe dei soldati.

La tavolozza presenta un contrasto efficace tra il blu delle armature e del paesaggio e il rosso dei mantelli.

La composizione risulta complessa e ben articolata, con numerose figure sovrapposte ma sufficientemente distinguibili.

Rispetto a un piatto puramente ornamentale, questo esemplare presenta un interesse maggiore sotto il profilo narrativo e iconografico.

6. Attribuzione a Ronconi Gian Battista

Il marchio triangolare RGB in blu, indicato nella descrizione, costituisce l'elemento fondamentale per l'attribuzione.

Occorre tuttavia distinguere tra l'identificazione del marchio e l'esecuzione materiale della decorazione.

Un marchio commerciale può indicare una manifattura, un laboratorio, un committente o un distributore, senza necessariamente identificare il pittore che ha realizzato l'opera.

Per questo motivo, in assenza di ulteriori documenti, è preferibile catalogare il piatto come produzione recante il marchio RGB, riferito a Gian Battista Ronconi, evitando di attribuirgli automaticamente l'esecuzione pittorica.

La datazione al 1900 appare coerente con le caratteristiche stilistiche, ma non è verificabile dalla sola fotografia.

7. Stato di conservazione

La fotografia mostra una superficie decorata complessivamente leggibile, con colori ancora intensi.

Non si osservano evidenti fratture passanti o ampie lacune pittoriche.

Il bordo presenta alcune piccole irregolarità e possibili tracce di usura.

L'illuminazione non consente di stabilire se siano presenti restauri o sottili cavillature dello smalto.

Giudizio conservativo preliminare: buono, subordinatamente all'esame diretto e alla verifica del retro.

8. Interesse storico e collezionistico

L'opera possiede diversi elementi che ne sostengono l'interesse antiquario: il diametro importante di 43 cm, il soggetto storico non comune, la complessità della composizione, la ricchezza delle grottesche e la presenza dichiarata del marchio RGB.

Un ulteriore elemento di interesse è il collegamento con un preciso episodio della storiografia romana, riconducibile a Tacito.

La possibilità di identificare la fonte letteraria conferisce al piatto un valore documentario superiore a quello di una generica scena di battaglia.

L'eventuale individuazione del modello iconografico potrebbe inoltre contribuire a ricostruire il repertorio figurativo utilizzato nella produzione ceramica fabrianese.

 

10. Giudizio storico-artistico conclusivo

Il grande piatto istoriato con episodio della guerra civile tra Vitellio e Vespasiano costituisce un interessante esempio della produzione ceramica neorinascimentale di Fabriano intorno al 1900.

L'opera si distingue soprattutto per tre caratteristiche: la scelta di un soggetto storico-letterario di forte intensità drammatica, la ricca decorazione a grottesche della tesa e la qualità compositiva della scena centrale.

La raffigurazione del soldato che uccide inconsapevolmente il padre introduce una dimensione narrativa e morale che va oltre la semplice funzione decorativa.

La tesa, con figure fantastiche, girali e strumenti musicali, dimostra una buona conoscenza del repertorio ornamentale rinascimentale.


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