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Piastra a lustro Madonna con bambino nello stile di Aldo Aiò 25x25 cm

Piastra a lustro Madonna con bambino nello stile di Aldo Aiò 25x25 cm

Aldo Aiò - Gubbio 

Piastra a lustro Madonna con bambino, policromo ed applicazione di oro diretto nello stile di Aldo Aiò.

Madonna con Bambino

Datazione proposta: circa 1940–1950
Tecnica: ceramica/maiolica dipinta e lustrata a riflessi metallici, montata entro cornice lignea dorata.
Dimensioni dichiarate: cm 25 × 25.

Piastrella quadrata raffigurante la Madonna con il Bambino, rappresentati frontalmente a mezza figura. La Vergine, con il capo lievemente reclinato, indossa un ampio manto grigio-azzurro; sostiene il Bambino, raffigurato benedicente, secondo un'iconografia volutamente arcaizzante che richiama la tradizione della pittura religiosa umbra e centro-italiana.

Le due figure sono definite da un segno lineare sottile e sintetico. Le aureole sono trattate in tonalità dorate, mentre il fondo presenta una ricca ornamentazione fitomorfa e arabescata nei toni del rosa, rosso rubino e violetto, con variazioni iridescenti dovute alla cottura a lustro. La sobrietà cromatica delle figure contrasta con il fondo decorativo, conferendo particolare risalto alla composizione sacra.

L'opera si inserisce nella rinascita novecentesca della ceramica a lustro di Gubbio, tecnica che recuperava consapevolmente la grande tradizione eugubina rinascimentale, reinterpretandola attraverso un linguaggio moderno.

Firma

Sul retro è presente un monogramma “AA”, tracciato a mano sotto la struttura di sostegno. Il segno è compatibile con le iniziali di Aldo Aiò.

L'attribuzione trova un significativo riscontro documentario: il mercato specialistico registra opere di Aldo Aiò espressamente marcate “AA Gubbio”. Un vaso degli anni Quaranta, ad esempio, è stato catalogato da Aste Boetto come opera di Aldo Aiò, in terracotta smaltata, recante proprio la marca “AA Gubbio”.

La presenza dell'artista nel panorama della ceramica italiana del Novecento è inoltre documentata negli archivi della IX Triennale di Milano, dove fra gli espositori del 1951–1952 compare espressamente “Aiò Aldo”.

Aiò risulta inoltre legato alla tradizione ceramica eugubina anche attraverso la sua attività didattica: fonti contemporanee ricordano artisti che studiarono ceramica a Gubbio con il prof. Aldo Aiò, confermandone il ruolo di maestro nell'ambiente ceramico locale.

Attribuzione

Aldo Aiò (Gubbio)

Attribuzione sostenuta dal monogramma AA visibile sul retro e dal confronto con opere documentate recanti la marca “AA Gubbio”.

Datazione

Circa 1940–1950.

La datazione indicata dal proprietario al 1940 è plausibile, ma allo stato attuale eviterei di trasformarla in un anno puntuale. Un confronto documentato di Aiò è infatti catalogato espressamente agli anni Quaranta e reca la marca “AA Gubbio”; la presenza dell'artista alla IX Triennale nel 1951–1952 dimostra inoltre la prosecuzione della sua attività nel decennio successivo.

In assenza di una data autografa o di un confronto esatto con lo stesso modello, la formulazione catalografica più prudente è quindi “anni Quaranta del XX secolo” oppure “circa 1940–1950”.

Stato di conservazione

Dall'esame fotografico l'opera appare in buono stato di conservazione generale. Sono visibili leggere irregolarità superficiali e minute alterazioni compatibili con la tecnica ceramica e con l'età dell'oggetto. La cornice lignea dorata presenta normali segni di usura.


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