Piatto Ovale in maiolica a lustro con episodio della Divina Commedia autore Alfredo Santarelli 59x40 cm
Alfredo Santarelli
Ovale in maiolica a lustro con episodio della Divina Commedia: Caronte traghetta le anime dannate
Autore: Alfredo Santarelli (firmato "A. Santarelli" con sole sorgente in blu)
Luogo di produzione: Gualdo Tadino
Tecnica: maiolica dipinta a gran fuoco con lustro in oro, rubino e cobalto
Forma: grande ovale con tesa perlinata
Dimensioni: 40 × 59 cm
Datazione: circa 1905
Descrizione
Il grande ovale raffigura uno dei momenti più celebri del III canto dell'Inferno della Divina Commedia: Caronte, traghettatore infernale, raccoglie le anime dei dannati sulle rive dell'Acheronte.
L'episodio è illustrato secondo una raffinata sensibilità simbolista: il demone, nudo e vigoroso, governa l'imbarcazione mentre le anime si accalcano nel disperato tentativo di salire a bordo. In primo piano compaiono Dante, riconoscibile dalla veste rossa, e Virgilio, spettatori della drammatica scena.
Il soggetto è accompagnato dal celebre passo del poema, riportato entro un'edicola nella parte superiore della tesa:
«Caron dimonio, con occhi di bragia,
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s'adagia.»
(Inferno, III, vv. 109-111)
Decorazione della tesa
La ricchissima tesa rappresenta uno degli elementi più spettacolari dell'opera.
Essa è decorata con:
- bordo esterno a perline dorate;
- motivi rinascimentali in blu cobalto;
- mascheroni fantastici e creature mostruose ispirate all'immaginario infernale dantesco;
- due demoni posti ai lati dell'edicola superiore;
- nella parte inferiore una seconda edicola con i profili di Dante e Beatrice, sorretti da due putti alati.
L'intero apparato ornamentale richiama le decorazioni delle maioliche istoriate umbre e del Rinascimento italiano, reinterpretate secondo il gusto Liberty e simbolista tipico di Santarelli.
Aspetti artistici
Quest'opera appartiene al periodo più felice della produzione di Alfredo Santarelli, quando l'artista stava contribuendo alla rinascita della ceramica di Gualdo Tadino.
La qualità pittorica è elevatissima:
- raffinata resa anatomica delle figure;
- elegante monocromia azzurra ispirata alle incisioni rinascimentali;
- sapiente utilizzo dei lustri oro e rubino;
- straordinaria ricchezza decorativa della cornice.
Il soggetto dantesco era particolarmente apprezzato nell'arte italiana tra Otto e Novecento e Santarelli ne offre una personale interpretazione, capace di coniugare cultura umanistica, tradizione ceramica umbra e gusto Liberty.
Provenienza ed esposizioni
L'opera è stata esposta alla mostra dedicata al VII centenario della morte di Dante Alighieri (1321–2021), patrocinata dal Comune di Gualdo Tadino, organizzata da Mario Becchetti e Catia Monacelli, presso la Rocca Flea, dal 18 giugno 2021.
La partecipazione a questa esposizione ne conferma il valore documentario e artistico nell'ambito della produzione storica della ceramica gualdese.
Valutazione storico-artistica
Questo ovale rappresenta una delle opere più importanti della produzione iniziale di Alfredo Santarelli. L'ampio formato, la complessità iconografica, la ricchezza della decorazione a lustro e il soggetto tratto dalla Divina Commedia ne fanno un esemplare di particolare pregio.
Per caratteristiche tecniche, qualità esecutiva e stato conservativo apparente, si colloca tra le opere museali della manifattura di Gualdo Tadino dei primi anni del Novecento ed è pienamente rappresentativo della rinascita artistica promossa da Santarelli, che avrebbe poi raggiunto fama internazionale come scultore e ceramista