Tondo da parata in maiolica a lustro con Madonna con Bambino della Società Ceramica Mastro Giorgio Ø 20,5 cm
Ceramica Mastro Giorgio
Tondo da parata in maiolica a lustro della Società Mastro Giorgio di Gualdo Tadino, eseguito intorno al 1925. L'opera rappresenta una delle produzioni più eleganti della prima fase della manifattura, caratterizzata da un raffinato equilibrio tra iconografia sacra, decorazione rinascimentale e padronanza della tecnica del lustro.
Scheda catalografica
Manifattura: Società Mastro Giorgio (SMG)
Luogo di produzione: Gualdo Tadino (Perugia)
Oggetto: Tondo da parata
Materiale: Maiolica a lustro policroma
Tecnica: Pittura a mano sotto smalto con lustro cobalto, oro e rubino
Soggetto: Madonna con il Bambino e San Giovanni Battista fanciullo
Datazione: circa 1925
Dimensioni: Diametro cm 30
Marchio: SMG – Gualdo Tadino, in blu sul retro
Descrizione
Tondo circolare da esposizione, decorato nel cavetto con una delicata rappresentazione della Madonna seduta con il Bambino Gesù e San Giovanni Battista fanciullo.
La Vergine, elegantemente abbigliata con veste rossa e manto azzurro, sostiene il Bambino, raffigurato in piedi mentre si rivolge verso il piccolo San Giovanni. Quest'ultimo è riconoscibile dalla croce astile, tradizionale attributo iconografico del Precursore. Sullo sfondo si apre un paesaggio collinare di gusto umbro, dipinto con toni delicati che richiamano la pittura del primo Rinascimento.
L'impostazione della scena deriva chiaramente dai modelli della scuola umbra e toscana del Quattrocento, reinterpretati con sensibilità decorativa novecentesca.
La tesa
La tesa presenta una raffinata successione di fasce concentriche ornamentali:
- larga bordura esterna decorata con foglie stilizzate in lustro oro;
- fascia geometrica con motivi triangolari policromi di ispirazione rinascimentale;
- cornici a ovuli e perlinature;
- alternanza di blu cobalto, rosso rubino e oro metallico.
L'insieme crea una ricca cornice che valorizza la scena centrale senza appesantirne la lettura.
Decorazione e tecnica
Il piatto è eseguito con la tradizionale tecnica della maiolica a lustro, impiegando:
- smalto stannifero bianco;
- blu cobalto;
- rosso rubino;
- giallo antimonio;
- verde rame;
- riflessi metallici oro e rubino.
La qualità del lustro è particolarmente evidente nelle fasce decorative e nei dettagli ornamentali, conferendo profondità cromatica e luminosità alla superficie.
Inquadramento storico
La Società Mastro Giorgio, fondata a Gualdo Tadino nel 1925, rappresentò uno dei momenti più alti della rinascita della ceramica artistica umbra del Novecento. Riunì alcuni dei migliori ceramisti e decoratori della città, tra cui:
- Nazzareno Angeletti;
- Pico Discepoli;
- Fausto Fabrizzi;
- Primo Gubbini;
- Otello Frillici;
- Aiuto Morroni;
- Guido Tega.
La manifattura recuperò le antiche tecniche del lustro metallico ispirandosi direttamente all'eredità di Mastro Giorgio Andreoli, reinterpretando repertori figurativi e decorativi del Rinascimento umbro con un linguaggio aggiornato al gusto del primo Novecento.
Interesse collezionistico
Questo tondo presenta numerosi elementi di pregio:
- marchio originale SMG;
- produzione della fase iniziale della manifattura;
- soggetto sacro di elevata qualità pittorica;
- decorazione a lustro cobalto, oro e rubino;
- repertorio ornamentale rinascimentale;
- ottima leggibilità iconografica;
- formato da esposizione particolarmente ricercato.
I soggetti mariani della Società Mastro Giorgio sono meno frequenti rispetto ai piatti istoriati profani o alle grottesche, risultando quindi di particolare interesse per i collezionisti.
Attribuzione è documentata a uno dei principali decoratori della manifattura, come Pico Discepoli o Nazzareno Angeletti
Giudizio storico-artistico
Il tondo rappresenta un raffinato esempio della prima produzione della Società Mastro Giorgio, nella quale la riscoperta della maiolica rinascimentale umbra si traduce in opere di grande equilibrio formale e qualità tecnica. L'iconografia della Madonna con il Bambino e San Giovanni Battista richiama modelli devozionali quattrocenteschi, mentre la ricca cornice geometrica e il sapiente impiego del lustro conferiscono al manufatto una forte personalità decorativa.
Per qualità esecutiva, importanza della manifattura e valore storico-documentario, il tondo costituisce una significativa testimonianza della rinascita della ceramica artistica di Gualdo Tadino nel primo quarto del Novecento.