Ovale a lustro con Il sogno di Dante al tempo della morte di Beatrice autore Alfredo Santarelli 59x40 cm
Alfredo Santarelli
Questo grande ovale appartiene alla serie delle opere dantesche che Alfredo Santarelli realizzò nei primi anni del Novecento e rappresenta uno dei più raffinati esempi della sua produzione a lustro. Per qualità pittorica, complessità iconografica e ricchezza decorativa, costituisce una delle interpretazioni più poetiche dedicate alla figura di Dante Alighieri nella ceramica italiana del XX secolo.
Ovale a lustro con Il sogno di Dante al tempo della morte di Beatrice
Autore: Alfredo Santarelli (1874–1957)
Luogo di esecuzione: Gualdo Tadino (Perugia)
Datazione: circa 1905
Tecnica: maiolica dipinta e decorata a lustro in oro, rubino e cobalto
Forma: grande ovale con tesa perlinata
Dimensioni: 40 × 59 cm
Firma: A. Santarelli con il caratteristico sole sorgente in blu.
Il soggetto
L'opera trae ispirazione dalla "Vita Nova", il libro giovanile nel quale Dante racconta il proprio amore spirituale per Beatrice.
La scena rappresenta "Il sogno di Dante al tempo della morte di Beatrice", episodio di intensa forza emotiva nel quale il poeta trasfigura il dolore della perdita in una visione mistica.
Nel cavetto è raffigurato Dante mentre si china con struggente delicatezza verso Beatrice ormai priva di vita, circondata da figure femminili che partecipano al lutto secondo una composizione di grande intensità psicologica.
L'ambientazione architettonica, con loggiati, scale e cortili, richiama una Firenze idealizzata, trasformando il racconto poetico in una scena sospesa tra realtà e visione.
L'intera composizione è permeata da un sentimento di silenziosa malinconia, interpretato da Santarelli con una sensibilità vicina al Simbolismo europeo.
Il testo poetico
Nell'edicola inferiore della tesa compare uno dei passi più celebri della Vita Nova:
«Tutti li miei pensieri parlano d'Amore
e hanno in lor sì gran varietate...»
Questo verso, che esprime la complessità del sentimento amoroso di Dante, costituisce la chiave di lettura dell'intera composizione, nella quale l'amore terreno si trasforma progressivamente in contemplazione spirituale.
La decorazione della tesa
La monumentale tesa perlinata è uno degli elementi più raffinati dell'opera.
L'apparato ornamentale è organizzato secondo una rigorosa simmetria.
Nella parte superiore
Una grande edicola ospita i profili affrontati di Dante e Beatrice, raffigurati entro un medaglione.
Ai lati compaiono due leoni rampanti, simboli di forza, nobiltà e custodia, derivati dalla tradizione araldica medievale e rinascimentale.
Nella parte inferiore
Una seconda edicola contiene il testo tratto dalla Vita Nova, affiancato anch'esso da due leoni rampanti.
Accanto all'iscrizione compaiono inoltre due gigli fiorentini in oro su fondo bianco, evidente richiamo alla città di Firenze e alla patria del poeta.
L'intera tesa è completata da:
- girali vegetali;
- racemi;
- fiori stilizzati;
- elementi fitomorfi;
- fondo blu cobalto impreziosito da riflessi oro e rubino.
Il risultato è una cornice di straordinaria eleganza, perfettamente integrata con il soggetto figurato.
Aspetti stilistici
Quest'opera appartiene alla fase nella quale Santarelli raggiunge una perfetta sintesi tra:
- la tradizione della maiolica istoriata rinascimentale;
- il gusto Liberty;
- la sensibilità simbolista.
Le figure sono caratterizzate da:
- eleganti movimenti;
- morbide anatomie;
- panneggi riccamente decorati;
- raffinata armonia cromatica.
L'utilizzo dei lustri in oro, rubino e cobalto conferisce all'intera superficie una luminosità cangiante che varia con la luce, esaltando la profondità della pittura.
La tecnica
L'ovale dimostra il pieno dominio tecnico raggiunto da Santarelli.
L'opera unisce:
- disegno preparatorio di grande precisione;
- pittura a gran fuoco;
- lustri metallici policromi;
- raffinata decorazione miniaturistica;
- perfetto equilibrio tra figurazione e ornamentazione.
La ricchezza cromatica è ottenuta senza compromettere la leggibilità della scena, che rimane il centro emotivo della composizione.
Inquadramento storico-artistico
Nei primi anni del Novecento Alfredo Santarelli dedica numerose opere alla figura di Dante Alighieri.
Questa scelta riflette il clima culturale dell'epoca, nel quale Dante era considerato il simbolo dell'identità nazionale italiana.
Santarelli interpreta il poeta non soltanto come protagonista della Divina Commedia, ma anche come autore della Vita Nova, privilegiandone gli aspetti più lirici e spirituali.
L'opera rappresenta quindi un importante documento della fortuna iconografica dantesca nella ceramica italiana del Novecento.
Provenienza ed esposizione
L'ovale è stato esposto alla mostra organizzata in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri (1321–2021), patrocinata dal Comune di Gualdo Tadino e curata da Mario Becchetti e Catia Monacelli, presso la Rocca Flea, inaugurata il 18 giugno 2021.
La presenza in questa importante esposizione ne conferma il valore storico, artistico e documentario all'interno della produzione dantesca di Alfredo Santarelli.
Valutazione storico-artistica
Questo grande ovale può essere considerato una delle più alte interpretazioni dantesche realizzate da Alfredo Santarelli. Diversamente dalle opere dedicate all'Inferno, dominate da una forte tensione drammatica, qui prevale una dimensione intimista e contemplativa, ispirata alla spiritualità della Vita Nova. La scelta iconografica, rara nella ceramica italiana del tempo, rivela la profonda cultura letteraria dell'artista e la sua capacità di tradurre in immagini il linguaggio poetico di Dante.
La qualità della pittura, la raffinata decorazione della tesa, l'impiego magistrale dei lustri in oro, rubino e cobalto, la firma con il sole sorgente e la documentata esposizione alla mostra del 2021 dedicata a Dante fanno di questo ovale un'opera di rilevante interesse museale. Esso rappresenta una delle testimonianze più significative della produzione simbolista di Santarelli e della straordinaria stagione della ceramica artistica di Gualdo Tadino nei primi anni del Novecento.