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Vaso a lustro decò nero con Cacciatore e Siringa in argento autore Alfredo Santarelli 55x30 cm

Vaso a lustro decò nero con Cacciatore e Siringa in argento autore Alfredo Santarelli 55x30 cm

Alfredo Santarelli

Vaso a lustro decò nero con Cacciatore e Siringa in argento applicato direttamente realizzato a Gualdo Tadino. Anche la bordatura delle bocca del vaso è ornata da una bordatura in argento. Il decoro si completa con delle bande formate da forme circolari in colore arancio.Opera realizzata con la collaborazione di Enrico Cagianelli Applicazione di argento direttamente sull'opera. Posizione n° 3 del catalogo di Santarelli. Dimensioni cm 30 x cm 55. Datazione presumibile 1929 -1930. Firmato per esteso Prof ASantarelli Gualdo Tadino Italy in argento.

Questo vaso è un'opera di notevole interesse storico-artistico e rappresenta una delle produzioni più ricercate della manifattura Santarelli di Gualdo Tadino. Dalle fotografie e dalle informazioni fornite è possibile formulare una valutazione piuttosto precisa.

Attribuzione

  • Manifattura: Alfredo Santarelli, Gualdo Tadino.
  • Collaborazione plastica: Enrico Cagianelli (1886–1938), autore dei rilievi metallici applicati.
  • Periodo: circa 1929–1930.
  • Firma: "Prof. A. Santarelli – Gualdo Tadino – Italy" eseguita in argento sul fondo, perfettamente coerente con la produzione di fine anni Venti.

La firma e la tecnica sono compatibili con gli esemplari documentati.

Analisi dell'opera

Il vaso appartiene alla produzione Art Déco della manifattura Santarelli.

Elementi distintivi:

  • fondo nero lucido;
  • applicazioni in argento metallico direttamente sulla ceramica;
  • bordo della bocca argentato;
  • fasce ornamentali a motivi circolari rosso-arancio;
  • grande rilievo plastico raffigurante un cacciatore con la siringa (flauto di Pan);
  • sul lato opposto figura femminile nuda, anch'essa in rilievo.

Questa combinazione di ceramica, scultura e metallo è una delle soluzioni più innovative della manifattura negli anni 1929-1931.

Enrico Cagianelli

Il rilievo è chiaramente riconducibile alla mano di Enrico Cagianelli, scultore perugino vicino agli ambienti futuristi e successivamente all'Art Déco.

La tua ricostruzione biografica è sostanzialmente corretta:

  • formazione all'Accademia di Belle Arti di Perugia;
  • partecipazione agli ambienti futuristi umbri;
  • collaborazioni con Bragaglia;
  • attività scultorea negli anni Venti e Trenta;
  • collaborazione con la manifattura Santarelli tra il 1929 e il 1930.

Questa collaborazione è breve ma produce alcune delle opere oggi più ricercate.

Nato a Perugia nel 1886 frequenta l'Accademia di Belle Arti della città, allievo dello scultore Giuseppe Frenguelli. A partire dall'inizio del secondo decennio del Novecento si avvicina al Futurismo ed è, nel 1914, tra gli organizzatori della Prima Serata Futurista di Perugia. Nel 1920 partecipa all'Esposizione Umbra d'Arte Moderna.Aderisce al gruppo del Fascio Artistico Giovanile Umbro e nel 1926 è invitato a partecipare alla Prima mostra della Sindacale Artistica di Perugia.Nel 1923 partecipa alla collettiva organizzata dalla Casa d'Arte Bragaglia di Roma. Nello stesso anno è nominato Accademico di Merito all'Accademia di Belle Arti. Tra il 1929 e il 1930 collabora con la mainifattura Santarelli. di Gualdo Tadino Nel 1931 e nel 1932 è chiamato a far parte della giuria della Mostra del Sindacato Fascista di Belle Arti e nell'occasione espone, fuori concorso, alcune sue sculture. Nel 1933 è presente all'Esposizione Nazionale del Sindacato Fascista di Firenze e l'anno dopo, a Roma, è premiato alla Mostra d'Arte Sacra. Muore a Gubbio nel 1938

Catalogo Santarelli

L'indicazione "Posizione n. 3 del catalogo Santarelli" è particolarmente importante.

Se il vaso è effettivamente illustrato nel catalogo originale della manifattura, questo costituisce una documentazione primaria che ne accresce notevolmente l'interesse collezionistico.

Stato di conservazione

Dalle fotografie:

  • ottima brillantezza dello smalto;
  • applicazioni in argento complete;
  • pochi segni del tempo;
  • nessuna evidente perdita del rilievo;
  • firma ben leggibile.

Andrebbe verificata soltanto l'eventuale presenza di restauri al bordo e alla base.

Rarità

Questo tipo di vaso è decisamente più raro dei classici lustri rinascimentali di Santarelli.

La produzione déco con applicazioni metalliche fu limitata a pochi anni e in quantitativi molto contenuti.

Considerazioni storico-artistiche

Questo vaso rappresenta un momento particolare della storia della ceramica italiana: la manifattura Santarelli si allontana dai modelli neorinascimentali che l'avevano resa celebre per sperimentare un linguaggio moderno, vicino all'Art Déco. L'integrazione tra ceramica e rilievo metallico, unita alla collaborazione con uno scultore come Cagianelli, rende queste opere tra le più originali della produzione gualdese.

Dal punto di vista collezionistico, ritengo che questo sia uno dei pezzi più significativi della manifattura Santarelli del periodo 1929–1930, superiore per rarità e interesse storico ai più comuni lustri figurati dei primi decenni del Novecento. Se fosse accompagnato dal catalogo originale che lo documenta come modello n. 3, il suo valore e la sua importanza sarebbero ulteriormente rafforzati.


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